Riapertura · maggio 2027
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Cura

Come pulire e curare borse e scarpe in pelle

MD LederAtelier, Beringen 9 min di lettura

Pelli di colori e conce diverse
In questo articolo
  1. 1. Cura della pelle: perché la pelle ha bisogno di manutenzione
  2. 2. La pulizia, il primo gesto della cura della pelle
  3. 3. Il nutrimento: ridare elasticità alla pelle secca
  4. 4. La protezione: acqua, sole e riposo
  5. 5. Come prendersi cura della pelle: un metodo per borse, scarpe e cinture
  6. 6. Gli errori più comuni nella cura della pelle
  7. Domande frequenti

Una borsa in pelle che si secca, un paio di scarpe che perdono lucentezza, una cintura che si irrigidisce e comincia a creparsi. La pelle è un materiale vivo, e come ogni cosa viva ha bisogno di attenzioni. La cura della pelle è un’abitudine semplice, e decide se un oggetto si rovina in due stagioni o dura vent’anni.

Nel nostro atelier di Beringen, nel canton Sciaffusa, lo vediamo ogni giorno. Ci arrivano pezzi curati con costanza, ancora belli dopo decenni, e pezzi abbandonati a se stessi, arrivati al limite per mancanza di manutenzione. Quasi mai la differenza sta nel prezzo d’acquisto, quasi sempre nella regolarità con cui ci si occupa della pelle.

Qui sotto spieghiamo i gesti che consigliamo ai nostri clienti e che applichiamo noi stessi prima e dopo ogni riparazione. Sono pochi, semplici e senza strumenti da professionista: bastano i prodotti giusti e un po’ di costanza.

1. Cura della pelle: perché la pelle ha bisogno di manutenzione

La pelle non è un materiale sintetico e non si comporta come tale. Si ricava da una pelle animale conciata e, come ogni materia naturale, cambia con il tempo, con l’uso e con l’ambiente. Ha bisogno di essere pulita, nutrita e protetta, altrimenti perde gli oli che la rendono elastica e finisce per seccarsi.

Il danno non arriva tutto insieme. Prima la pelle perde lucentezza, poi diventa rigida al tatto, poi compaiono le prime crepe nei punti di tensione: il manico di una borsa, la piega della tomaia, il foro della cintura che usate ogni giorno. A quel punto la cura non basta più e serve una riparazione. Intervenire prima, con una manutenzione regolare, è il modo più semplice per non arrivarci.

Nel nostro mestiere ripariamo borse, scarpe, cinture, sedili d’auto e selleria, e possiamo dirvi con sicurezza che un oggetto curato si ripara quasi sempre meglio e a minor costo di uno trascurato. La manutenzione non sostituisce la riparazione, ma la rende più rara e più semplice. Serve a far durare di più i vostri oggetti e a far lavorare meno l’atelier.

2. La pulizia, il primo gesto della cura della pelle

Ogni buona manutenzione comincia dalla pulizia. Sembra banale, ma è il passaggio che più spesso viene saltato. Nel tempo la superficie accumula polvere, sporco, grasso delle mani e residui di vecchi prodotti. Se li lasciate lì, ogni crema o impregnante che applicherete farà presa su uno strato sporco e il risultato non durerà.

Scaffali con i prodotti del laboratorio
Scaffali con i prodotti del laboratorio

Pulire la pelle non significa lavarla. L’acqua va usata con parsimonia: troppa gonfia le fibre e, asciugando, può indurire il materiale. Si parte con un panno morbido e asciutto per togliere la polvere, poi si passa un panno appena inumidito con acqua tiepida, ben strizzato, e si asciuga subito con un panno pulito. Per lo sporco più ostinato esistono prodotti specifici e delicati, scelti in base al tipo di pelle e alla sua finitura.

Un consiglio che diamo sempre: prima di usare un prodotto nuovo, provatelo su una zona poco visibile, come l’interno di una patella o la parte bassa di una borsa. Le pelli reagiscono in modo diverso, e un test su un angolo nascosto vi evita sorprese. La pulizia mostra anche lo stato reale del materiale: sotto lo sporco può esserci un fiore ancora vivo, oppure una pelle già secca che chiede subito nutrimento.

3. Il nutrimento: ridare elasticità alla pelle secca

Dopo la pulizia viene il passaggio che allunga davvero la vita di un oggetto: il nutrimento. La pelle, come quella umana, contiene oli naturali che con il tempo e l’uso si disperdono. Nutrirla significa restituirle quegli oli sotto forma di crema, balsamo o cera, così che il materiale torni elastico e resistente.

Forme da scarpa e utensili sul banco
Forme da scarpa e utensili sul banco

Come capire se una pelle ha bisogno di nutrimento? Ci sono tre segnali. Il primo è il tatto: una pelle secca è ruvida e rigida, una pelle nutrita è morbida sotto le dita. Il secondo è l’aspetto, con un colorito spento e opaco. Il terzo è il comportamento: se piegandola vedete comparire piccole righe o crepe, il materiale ha perso elasticità.

Il nutrimento si applica a strati sottili, con un panno morbido o una spugnetta e movimenti circolari leggeri. Meglio poco prodotto e più passate che una mano abbondante: la pelle assorbe gradualmente, e la quantità in eccesso resta in superficie e unge. Dopo l’applicazione lasciate assorbire qualche minuto, poi passate un panno asciutto per togliere il superfluo e dare una prima lucentezza.

La frequenza dipende dall’uso e dall’ambiente. Come riferimento, una o due volte l’anno per una borsa usata normalmente, più spesso per scarpe esposte a pioggia e polvere o per oggetti tenuti vicino a fonti di calore.

4. La protezione: acqua, sole e riposo

Nutrire non basta se poi l’oggetto resta esposto a ciò che lo rovina. I nemici principali della pelle sono l’acqua, il sole e il calore. La protezione li tiene lontani, sia con i prodotti giusti sia con alcune abitudini di conservazione.

Contro l’acqua esistono impregnanti e impermeabilizzanti specifici per pelle, che creano una barriera sottile senza chiudere i pori. Si applicano dopo il nutrimento, su pelle pulita e asciutta, e vanno rinnovati con regolarità, perché l’effetto si consuma con l’uso. Proteggono, ma non rendono un oggetto adatto a un acquazzone. Se una borsa o una scarpa si bagna, asciugatela a temperatura ambiente, lontano da termosifoni e phon: il calore diretto è la via più rapida per seccare e crepare la pelle.

Anche il sole è un nemico sottovalutato. La luce diretta scolorisce la pelle e ne accelera l’invecchiamento, come fa con qualsiasi materiale organico, quindi quando non usate un oggetto riponetelo lontano dalla luce.

Conta anche come conservate l’oggetto: le borse riempite con carta morbida per mantenere la forma, le scarpe con una forma interna o con carta, le cinture arrotolate senza pieghe nette. Evitate i sacchetti di plastica, che trattengono l’umidità e non lasciano respirare la pelle. Meglio un sacchetto di cotone o di stoffa.

5. Come prendersi cura della pelle: un metodo per borse, scarpe e cinture

Ogni oggetto ha le sue esigenze, ma il principio è sempre lo stesso: pulire, nutrire, proteggere, riporre. Ecco come si applica agli oggetti che trattiamo più spesso in atelier.

Il laboratorio di riparazione
Il laboratorio di riparazione

Per le borse, il primo gesto è svuotarle e pulirle con un panno morbido, insistendo sulle maniglie, che assorbono più grasso delle mani. Poi si nutre tutta la superficie, con attenzione ad angoli e bordi, dove la pelle lavora di più, e si lascia assorbire. Infine si protegge con l’impregnante e si ripone la borsa con l’interno riempito di carta morbida, per non farle perdere la forma. Ruotare l’uso aiuta: se non portate sempre la stessa borsa, il materiale riposa.

Per le scarpe, la cura si lega all’uso. Vanno pulite dopo ogni uscita importante, togliendo subito polvere e umidità, e nutrite quando la pelle comincia a segnarsi. La crema si applica a strati sottili e si lucida con un panno o una spazzola morbida, per ridare lucentezza e chiudere i pori. Se sono bagnate, si lasciano asciugare a temperatura ambiente, mai sul termosifone. La forma interna mantiene la silhouette ed evita pieghe permanenti sulla tomaia.

Per le cinture serve soprattutto regolarità: si puliscono con un panno, si nutrono quando la pelle è secca e si conservano arrotolate, senza piegarle a metà. Il foro più usato è sempre il punto debole, ed è lì che una cintura curata mostra la differenza: una pelle elastica regge molto più a lungo prima di cedere o allungarsi.

Anche i sedili d’auto e la selleria seguono lo stesso principio, con prodotti e tecniche specifici. Un sedile esposto al sole e al calore dell’abitacolo ha bisogno di nutrimento più frequente, e una sella, che sopporta il peso e il movimento, va mantenuta elastica per non creparsi nei punti di tensione. Per questi pezzi conviene affidarsi a chi conosce il materiale.

6. Gli errori più comuni nella cura della pelle

Sbagliare la manutenzione può fare più danno che non farla. Questi sono gli errori che vediamo più spesso in atelier.

Il primo è usare acqua in eccesso o lavare la pelle come un tessuto: la pelle non va immersa né strizzata. Il secondo è scegliere il prodotto sbagliato. Una crema pensata per la pelle liscia non va bene su una pelle scamosciata, e un solvente aggressivo secca il fiore in modo a volte irreversibile.

Il terzo è applicare troppo prodotto, che unge, attira lo sporco e non viene assorbito. Il quarto è l’esposizione al calore e al sole, di cui abbiamo già parlato. Il quinto, forse il più comune, è aspettare troppo: una piccola secchezza ignorata diventa una crepa, e una crepa non si risolve con la crema.

La manutenzione ha un limite. Con strappi, cuciture cedute, chiusure rotte o parti strutturali danneggiate la crema non basta più e serve la mano di un artigiano. In quei casi consigliamo di portare il pezzo in atelier prima che il danno si estenda: un intervento preso in tempo costa meno e salva l’oggetto.

In atelier siamo Mary-Salvatrice Catalfamo e il maestro artigiano Domenico Di Cinque, e da anni ci occupiamo della riparazione di borse, scarpe, cinture, sedili d’auto e selleria.

La cura della pelle la conosciamo dal lato dell’officina, dove arrivano i pezzi che la manutenzione non ha salvato, e dal lato del cliente, a cui insegniamo a evitare che ci arrivino. Se avete un dubbio sul prodotto giusto o sullo stato di un vostro oggetto, venite a trovarci: lo guardiamo insieme e vi diciamo che cosa serve, senza impegno.

Se la vostra borsa, le vostre scarpe o la vostra cintura hanno bisogno di qualcosa di più di una crema, o se volete un parere sullo stato della pelle, scriveteci su WhatsApp al +41 76 326 69 99 oppure usate la pagina contatti del sito. Guardiamo il pezzo, vi spieghiamo che cosa si può fare e a che costo, e procediamo solo se siete d’accordo. A Beringen, la cura della pelle è il primo passo per non doverla, un giorno, sostituire.

Domande frequenti

Come si pulisce una borsa in pelle?

Si parte con un panno morbido e asciutto per togliere la polvere. Poi si passa un panno appena inumidito con acqua tiepida, ben strizzato, e si asciuga subito con un panno pulito. L'acqua va usata con parsimonia: troppa gonfia le fibre e, asciugando, può indurire il materiale. Prima di usare un prodotto nuovo, provatelo su una zona poco visibile.

Come si rigenera una borsa in pelle secca?

Con il nutrimento: crema, balsamo o cera restituiscono alla pelle gli oli che ha perso. Si applicano a strati sottili con un panno morbido, con movimenti circolari leggeri, e si lasciano assorbire qualche minuto prima di togliere il superfluo con un panno asciutto. Come riferimento, una o due volte l'anno per una borsa usata normalmente. Una crepa già formata non si risolve con la crema.

Cosa non si deve fare con la pelle?

Evitare l'acqua in eccesso, i solventi aggressivi, troppo prodotto e il calore diretto. Una borsa bagnata si asciuga a temperatura ambiente, lontano da termosifoni e phon. Una crema per pelle liscia non va bene su una pelle scamosciata. Meglio evitare i sacchetti di plastica, che trattengono l'umidità: va bene un sacchetto di cotone o di stoffa.

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